Written by On 09/07/2021In Benessere

Che cos’è la vitamina D

Con il termine di vitamina D si intende indicare tutti i composti dotati di un’attività biologica analoga a quella del calciferolo (vitamina D3), che è la forma presente nei mammiferi.

La vitamina D partecipa al metabolismo del tessuto osseo, controllando la fissazione del calcio a livello delle cartilagini, l’assorbimento del calcio nell’intestino e la mobilizzazione del calcio dal tessuto osseo.

Oltre al calciferolo, un’altra forma di vitamina D è l’ergocalciferolo (vitamina D2) che viene prodotta in seguito alla presenza di radiazione ultravioletta, a partire dalla sua forma provitaminica.

Sia la vitamina D3 che la vitamina D2 sono forme inattive, che devono essere attivate a livello di reni e fegato, in presenza di energia radiante solare.

Trattandosi di una vitamina liposolubile, viene assorbita a livello intestinale con il medesimo meccanismo d’azione dei lipidi, entrando a far parte delle micelle che vengono prodotte in associazione con i sali biliari.

La via di distribuzione della vitamina D è rappresentata dalla circolazione linfatica; poiché la quantità di questo composto proveniente dal regime alimentare è molto bassa, la sua produzione avviene soprattutto a livello cutaneo, sotto l’azione dei raggi ultravioletti.

Quali sono le funzioni della vitamina D

La sua struttura chimica è simile a quella degli ormoni steroidei e viene sintetizzata in maniera autonoma dall’organismo.

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Conseguenze di una carenza di vitamina D

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Quali sono gli alimenti ricchi di vitamina D

pesci di mare come sardina, aringa e salmone;
  • oli di pesce;
  • carne rossa come il fegato;
  • uova;
  • latte;
  • burro.
  • La quantità di vitamina D presente in questi cibi è comunque piuttosto contenuta, e non sufficiente al fabbisogno giornaliero.

    Infatti la quasi totalità di questa macromolecola è prodotta a livello cutaneo, quando la pelle è sottoposta all’esposizione solare.

    In condizioni normali l’esposizione alle radiazioni solari è sufficiente per produrre la concentrazione fisiologica di vitamina D necessaria all’organismo, anche se in alcuni casi è consigliabile integrarne l’assunzione con prodotti specifici.

    Secondo le più recenti linee guida, questa vitamina è presente anche nei funghi, che possono sostituire efficacemente gli alimenti che la contengono. Tra le specie maggiormente ricche di vitamina D, compaiono il porcino, l’ovulo, il prataiolo (champignon), il finferlo e lo spugnolo.

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